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L’Acquedotto Storico di Genova è una delle passeggiate più sorprendenti della città: un antico percorso dell’acqua che attraversa la Val Bisagno tra boschi, piccoli borghi, ponti-canale e grandi opere di ingegneria.

⚠️ ATTENZIONE – TRATTI NON PROTETTI
Alcuni tratti dell’Acquedotto possono essere sprovvisti di protezione a valle, presentare parapetti bassi o fondo scivoloso. Con i bambini è necessario uno stretto controllo, soprattutto nei passaggi più stretti o esposti.
ℹ️ Condizioni del percorso
Anche dopo gli interventi di riqualificazione del 2026, condizioni e accessibilità dei singoli tratti possono cambiare per meteo e manutenzione. Verificate sempre le indicazioni aggiornate prima della partenza.

Nel giugno 2026 il Comune di Genova ha riaperto ufficialmente il percorso pedonale dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza. Oggi il tracciato recuperato consente di leggere nuovamente circa 28 chilometri di acquedotto, ma con i bambini il modo migliore di scoprirlo è scegliere una singola tratta.

Un acquedotto lungo secoli

Le origini dell’acquedotto risalgono all’epoca romana. Nel corso del Medioevo e dell’età moderna il sistema venne ampliato e modificato per portare l’acqua verso una Genova sempre più grande.

Il tracciato storico attraversa Struppa, Molassana e Staglieno e prosegue verso la città. Lungo il percorso si incontrano ponti-canale, gallerie, antichi lavatoi, casette dei filtri e i grandi ponti-sifone del Geirato e del Veilino.

Acquedotto Storico di Genova
L’antico tracciato dell’Acquedotto Storico

La grande novità del 2026

I lavori conclusi nel 2026 hanno recuperato e messo in sicurezza diversi punti critici, in particolare nelle zone di Valico di Trensasco, via delle Ginestre e Cà de Rissi, contribuendo a ricucire il percorso pedonale.

Questo rende ancora meno utile pensare all’Acquedotto come a “una sola gita”: è piuttosto una lunga Via dell’Acqua dalla quale scegliere ogni volta un tratto diverso.

Quale tratto scegliere con i bambini?

Per una prima esperienza family consigliamo la zona tra Prato, Struppa e Molassana. È una delle parti più leggibili del percorso e permette di incontrare in poco spazio diversi elementi dell’antico acquedotto.

Da Prato si può seguire il tracciato verso la Casetta dei Filtri e il Ponte Sifone del Geirato, scegliendo liberamente dove invertire la marcia. Proprio in questa zona si sviluppa anche l’Ecosegmento, con pannelli didattici pensati insieme a bambini e ragazzi per raccontare acqua, ambiente, fauna e storia.

👧 Perché è #amisuradibambino
Non c’è una vetta da conquistare e non occorre completare un itinerario prestabilito. Potete camminare per un’ora, due ore o mezza giornata e tornare indietro quando i bambini iniziano a essere stanchi.

Quattro itinerari anche con i mezzi pubblici

Il progetto PedestriBus di AMT divide l’Acquedotto in quattro proposte facilmente collegabili alla rete del trasporto pubblico:

  • Cavassolo – Molassana;
  • Anello seicentesco del Geirato;
  • Molassana – Staglieno;
  • Manin – Castelletto – Porto Antico.

È una caratteristica molto interessante per le famiglie: si può progettare una traversata senza essere obbligati a tornare all’auto parcheggiata al punto di partenza.

Il Ponte Sifone del Geirato

È una delle opere più spettacolari dell’intero percorso. Costruito nel Settecento, supera la valle del Geirato con una struttura lunga oltre 600 metri e 22 arcate.

Non date però per scontato che ogni manufatto sia sempre attraversabile nello stesso modo: aperture, accessi e deviazioni possono dipendere dalle condizioni e dalle attività di manutenzione.

Passeggiata lungo l'Acquedotto Storico di Genova
Uno dei tratti della passeggiata

Attenzione con i bambini

Il fatto che l’acquedotto abbia una pendenza generalmente modesta non significa che sia una passeggiata urbana. Alcuni tratti attraversano ambiente naturale, possono avere fondo irregolare e presentare protezioni basse o assenti verso valle.

Tenete quindi i bambini vicini nei punti più stretti e valutate sempre il percorso in base all’età del più piccolo. Dopo pioggia alcuni tratti possono diventare scivolosi.

💡 Il consiglio di 101giteinliguria.it
Per la prima volta non cercate di “fare l’Acquedotto”. Scegliete una tratta breve, magari Prato–Geirato, fermatevi a leggere i pannelli e lasciate che siano ponti, canali e antiche strutture a raccontare ai bambini come l’acqua arrivava a Genova.

Come organizzare la gita

L’Acquedotto ha numerosi punti di accesso. Il Comune di Genova mette a disposizione una mappa del tracciato con punti di ingresso, pannelli informativi e manufatti storici; AMT propone inoltre gli itinerari PedestriBus collegati alle fermate.

Per questo oggi è preferibile utilizzare la mappa ufficiale invece di affidarsi a vecchi link Google Maps o tracce GPS pubblicate anni fa.

Scopri la Via dell’Acqua ufficiale →

Consulta gli itinerari PedestriBus AMT →

Quando andare

Primavera e autunno sono ideali. In inverno scegliete giornate asciutte; in estate preferite le ore più fresche e i tratti ombreggiati.

Nello zaino

  • scarpe con buona suola;
  • acqua e merenda;
  • cappellino e crema solare;
  • k-way;
  • smartphone con mappa del percorso.

Scheda aggiornata nell’ottobre 2026 dopo la riapertura dei tratti riqualificati dell’Acquedotto Storico. Percorribilità e accessi possono cambiare per manutenzione e condizioni del territorio: consultate sempre le informazioni ufficiali prima della partenza.