Il giro dei cinque campanili, a Zoagli, è un bel giro ad anello con spettacolari viste sul Golfo del Tigullio, tra boschi e fasce ben curate, piccole frazioni con case dai caratteristici colori genovesi e tante tante testimonianze religiose che impreziosiscono il percorso: chiese, cappelle ed edicole votive.

Il percorso ricalca quello della Marcia dei Cinque Campanili, 12 Km. circa con meno di 400 m. di dislivello. Talvolta non si individua subito il segnavia, spesso però ci sono paline di legno e alluminio con indicazioni scritte a mano con pennarello nero.

Nel testo metterò il segno !: portate un po’ di attenzione ai dettagli della relazione, potrete anche farne un gioco, voi dite a voce alta ATTENZIONE! e i bimbi dovranno cercare il sentiero giusto!

Come si raggiunge

Da Genova: uscite al casello autostradale di Rapallo dell’autostrada A12 Genova – Rosignano Marittima. Raggiunto il mare proseguite fino a Zoagli dove posteggiate nella discesa sotto l’Aurelia o nel parcheggio sottostante (15 Km. dal casello autostradale).

In treno: la stazione di Zoagli  si trova sulla linea ferroviaria Genova – La Spezia.

Il percorso di andata

Se arrivate in macchina: scendete nella piazza principale di Zoagli che è subito alle spalle del mare; sulla vostra sinistra salite la scalinata di Via Garibaldi e continuando  dopo pochi minuti ! imboccate sulla destra via G. Mameli, un viottolo in piano lastricato

La Piazza di Zoagli


La scalinata di partenza

L’Autrice

Camilla Calcagno, genovese, è un’appassionata di alpinismo, natura, trekking ma, soprattutto, è una mamma. Appeso le scarpette da arrampicata al chiodo (da roccia, ovviamente), dopo anni di scalate, ha deciso di dedicarsi insieme al marito e alla figlia a “semplici” passeggiate, via via che la figlia Laura cresce, sempre un po’ più lunghe e talvolta con qualche tratto impegnativo (parlando sempre di gite #amisuradibambino).

Ha scritto un articolo su “La Casana“, il periodico della Banca CARIGE e ha scritto, per la “Rivista della Sezione Ligure del CAI“, un redazionale in occasione del 20ennale della scomparsa del padre.

Da dove nasce questa passione, è facile da immaginare: Camilla è infatti figlia del più grande alpinista (“dilettante”, come amava considerarsi lui, che avrebbe potuto farlo per vivere) ligure, il famoso Gianni Calcagno, che, tra una spedizione e l’altra, e nei ritagli di tempo che il lavoro e questa immensa passione gli lasciavano, ha trasmesso alla figlia l’amore per la montagna, per la vastità dei suoi spazi e la libertà che regala ma anche per la bellezza di girovagare immersi nella natura “dietro casa” dove si può trovare spesso qualcosa di inaspettato e di insolito.

Se arrivate in treno: appena fuori dalla stazione imboccate sulla sinistra la salita con il cartello “Itinerario escursionistico dei 5 campanili”.

 

La partenza, fuori dalla stazione

In cima alla breve salita girate a destra e subito dopo imboccate sempre sulla destra via G. Mameli, una stradina lastricata.

Il segnavia del percorso è un rettangolo diviso diagonalmente mezzo bianco mezzo rosso con scritto 5C (5 campanili).

Percorrete tutto il viottolo e in fondo salite la scaletta; in cima  proseguite sulla soprastante strada asfaltata a destra fino a prendere poco dopo sulla sinistra una stradina pedonale in salita con indicazioni S. Pietro, primo dei 5 campanili. Continuando incontrate nuovamente la carrozzabile che seguite in salita superando in breve le Seterie di Zoagli.

Occhio al bivio di Via Mameli

Se vi girate indietro a picco sulla scogliera c’è un castello dall’architettura originale: qui si ritirò Sem Benelli poeta, scrittore e drammaturgo considerato dalla critica come un D’Annunzio “in minore”.

 

 

 

 

 

Il Castello di Sem Benelli

Proseguite percorrendo tutta la strada asfaltata che fa un ampio semicerchio nella valle. Raggiunto dopo una ripida rampa asfaltata un bivio, potete fare una brevissima deviazione fino al punto panoramico, o continuare a sinistra arrivando in breve al primo campanile, quello di S. Pietro di Rovereto (40 min. circa dalla piazza).

Il sagrato della chiesa è il tipico “risseu” (ciottolo) genovese, mosaico fatto con pietre arrotondate di fiume o mare.

Nella tradizione genovese solitamente è bianco e nero, qui invece sono usati ciottoli di 5 colori che creano un interessante effetto cromatico.

Nell’interno il reperto più antico è un’urna cineraria di marmo usata come acquasantiera (I sec. d.c.).

Ridiscesa la doppia scalinata della chiesa imboccate sulla vostra destra tra le case dai tipici colori genovesi Scalinata Montà, percorsi pochi metri abbandonatela prendendo la stradina sulla destra ! dove c’è la palina.

Il “risseu” di S. Pietro di Rovereto


L’imbocco di Scalinata Montà sotto la chiesa

 

Prendete a destra

Continuando in leggera discesa si supera un ponticello e dopo poco si arriva alla strada asfaltata (10 min. circa dal primo campanile).

! La si abbandona per salire sulla stradina cementata ripida di fronte a voi: sul muro c’è una scritta bianca a pennello che indica 5C.

 

 

 

Strada vicinale Cassottana

Salendo troverete il cartello Strada Vicinale Cassottana.

In seguito il percorso prosegue semipianeggiante e a mezza costa tra gli ulivi, muri a secco e tratti di bosco senza cambi di direzione. Sono presenti vari segnavia: il solito “rettangolo bianco e rosso con scritto 5C”, il “SL” in rosso, il “Sentiero Liguria” in azzurro.

Continuando passate sopra l’autostrada, poi superate una casa con un arco e dopo arriverete scendendo alla strada asfaltata (Loc. Oliveto, Via dei Frantoi, mezz’ora circa dall’imbocco della Vicinale Cassottana).

Percorrendo l’asfalto in salita dopo 300 m. circa, al cartello Cerisola salite sul ponticello in pietra, continuate fino alla chiesetta del Sancto Pellegrino e poi successivamente raggiungete nuovamente l’asfalto. Proseguite in salita fino al bivio dove abbandonerete la strada principale scendendo invece a sinistra (indicazioni  Semorile Basso). Non temete, sembra più complicato di quello che realmente è!

Poco prima di raggiungere il secondo campanile quello di San Giovanni Battista a Semorile, memorizzate la scalinata che scende di fronte ad una fontanella con cartello Zoagli !; la prenderete dopo aver visitato la chiesa.

Continuate pochi metri avanti fino a San Giovanni Battista (25 min. circa dal ponticello di Cerisola), dove sono conservate parte delle ceneri del santo donate a Genova nel 1098 dal comandante crociato Giovanni Merello.

Tornando indietro percorrete la scalinata citata prima e dopo un paio di curve, dove c’è la palina, prendete il sentiero di destra con indicazioni Sexi (si pronuncia Segi=salici) S. Ambrogio.

Ancora qualche minuto di tragitto tranquillo e poi vi aspetta una ripida e un po’ faticosa scalinata nel bosco; se i bimbi si lamentano tirate fuori una caramella o magari due, vedrete avranno effetti miracolosi!

Continuando raggiungerete la Cappella di Sta Maria Maddalena (non è ancora il terzo campanile, 35 min. da S. Giovanni B.).

Fino ad ora avrete camminato 2h. e 30 min. circa ed è il punto ideale per addentare i panini!

Santa Maria MaddalenaSanta Maria MaddalenaSanta Maria MaddalenaSanta Maria MaddalenaSanta Maria Maddalena

Santa Maria Maddalena

Il percorso continua sulla mulattiera in falsopiano con talvolta brevi salite.

! Arrivati ad un bivio con un contatore elettrico e un cartello “Attenti al cane” tenete la destra proseguendo quindi in leggera discesa (20 min. circa da Santa Maria Maddalena).

! Una decina di minuti dopo al bivio seguente, c’è una edicola sacra, continuate in discesa sulla destra fino a raggiungere una strada cementata nei pressi di una villa. Discendetela fino a vedere in fondo la strada asfaltata che non è però da raggiungere (10 min. dall’edicola)

! Imboccate sulla destra dietro ad una casa rosa una strada pedonale, c’è una palina (cartello giallo che indica il locale Cà del Frate). Superate il ristorante e salite ripidamente la breve rampa.

Continuando dopo aver superato la grossa cappella di S. Isidoro si arriva in discesa sulla strada asfaltata e poco dopo a Sant’Ambrogio terzo campanile (altri 10 min. dal bivio Cà del Frate).

Questo è il posto ideale per una pausa rigenerante: c’è un panorama di eccezionale bellezza sul golfo del Tigullio, un grande sagrato dove i bambini potranno giocare liberamente, una fontana e l’esposizione a Sud, così voi potrete godervi una bella siesta al sole.

C’è perfino un grande leccio dal tronco cavo dove potete fare una bella foto ricordo.

Il percorso continua dando le spalle alla chiesa alla vostra sinistra, su una mattonata che scende sull’asfalto.

Vista mozzafiato sul Golfo del Tigullio

 

San Pantaleo il quarto campanile, si vede in costa sulla sinistra, potrete raggiungerlo in altri 10 min. o passando sulla strada asfaltata o sulla sottostante stradina.

Oltrepassata la chiesa di San Pantaleo, continuate in discesa sulla mulattiera (Via Mario Scauro).

All’ultima nostra visita in alcuni tratti era semi invasa da erba alta.

Raggiunta l’Aurelia dovrete attraversarla, attenzione al traffico!

Sant’Ambrogio

Poco più avanti a destra c’è Via Antica Romana, una mattonata che in pochi minuti vi riporta alla Piazza principale di Zoagli.

E dov’è il quinto campanile? Proprio dietro la Piazza c’è San Martino con un bellissimo sagrato.

Per tornare alla stazione dalla piazza principale guardando il mare sulla vostra sinistra salite la scalinata di Via Garibaldi e subito dopo i binari sulla destra scendete il viottolo che vi riporta al treno.

Nello zaino, non dimenticare

  • Scorta di acqua
  • Giacca a vento
  • Macchina fotografica
  • Scarpe da trekking
  • Caramelle di gelatina (pronta energia per la scalinata!)

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