Questa volta vi propongo una bella gita in Val d’Aveto: con l’Anello del Cantomoro attraverserete fitte faggete, zone prative, zone umide e spazi aperti con ampi panorami.

Per chi volesse allungare la gita, che da sola è di 9 km. circa, c’è la possibilità di raggiungere senza alcuna difficoltà la vetta del Monte Aiona (altri 2 km. circa).

In caso di nebbia sconsiglio di incamminarsi dal Passo della Spingarda fino alla cima in quanto c’è il rischio di perdere l’orientamento.

Non solo: se fate la gita verso la fine dell’estate, potrete raccogliere gustosi mirtilli.

In zona vivono gruppi di cavalli selvatici, non sarà difficile vederli sfrecciare sulle pendici erbose, fare horsewatching in Liguria è una attività piuttosto insolita e di soddisfazione.

L’Anello del Cantomoro (A4) ricalca uno dei sentieri natura del Parco Naturale Regionale dell’Aveto: il sentiero Ofiolitico.

Troverete pannelli illustrativi che raccontano geologia, flora e fauna del territorio.

Come si raggiunge

Da Genova: uscite al casello di Lavagna dell’autostrada Genova – Livorno (A12).

Imboccata la SP586 superate Carasco, Borzonasca, Bertigaro, Rezzoaglio e poi attraverso la SP654 Villanoce, Amborzasco e raggiungete il Passo dell’Incisa (100 km. circa da Genova).

Posteggiate, comincia la gita.

La partenza

Il percorso di andata

Il sentiero A4 coincide con l’Alta Via dei Monti Liguri fino al Passo della Spingarda (segnavia rettangolo bianco con scritta AV e bande rosse ai lati).

Si parte dal cartello in legno con indicazioni: M. NeroM. Aiona, Prato Mollo, P. Spingarda.

Inizialmente salite in una bella faggeta, l’albero più diffuso della zona, dopo una trentina di minuti circa abbandonate il sentiero principale che continua in salita, per prendere quello di destra semipianeggiante, l’indicazione è sempre il segnale dell’Alta Via.

Occhio al bivio! (prendere a destra)

Proseguendo si alternano vari tipi di interessanti paesaggi: zone prative, zone umide, lembi di bosco e spazi aperti e panoramici.

Dopo aver superato i Prati di Montenero, dove in stagione fiorisce il tulipano montano, raggiungete in breve il Passo della Spingarda.

Avrete impiegato circa 1h 10 min. dalla partenza, 40 min. dal bivio della foto.

Se volete salire in vetta all’Aiona proseguite per una mezz’ora circa seguendo i segnavia rombo giallo vuoto e triangolo rosso vuoto.

Ricordate di non incamminarvi con la nebbia, il rischio di perdere l’orientamento è alto.

Se andate a settembre nella parte pianeggiante ci sono dei cespugli di gustosi mirtilli.

Piacevoli incontri naturalistici

Il percorso di ritorno

Ritornati al passo della Spingarda girare a sinistra (a destra se non siete saliti all’Aiona) lungo la mulattiera in piano con in fondo una sbarra (oltrepassabile) e un cartello con segnavia rombo giallo vuoto.

Dal passo della Spingarda verso il Re di Coppe

Vi incamminerete scendendo di quota attraversando una zona rimboschita a conifere verso il Quadrivio Dragonale, chiamato anche Re di Coppe, dove c’è una piccola area di sosta e un ricovero in legno che può offrire riparo in caso di mal tempo (mezz’ora circa dal passo della Spingarda).

Arrivati al quadrivio si prosegue a destra sempre sulla strada sterrata in mezzo al bosco di faggio e rimboschimenti a conifere. Se sentite tambureggiare nel folto della foresta saranno i picchi rossi o verdi alle prese con gustose larve nascoste sotto la corteccia. E’ incredibile come un uccello di una trentina di cm. circa faccia un rumore tanto deciso.

Dopo una galoppata non faticosa raggiungerete l’incrocio nei pressi della Segheria del Parco (50 min. circa dal quadrivio).

Un ultimo sforzo: girando a destra in salita tornerete in breve al Passo dell’Incisa.

Nello zaino, non dimenticare

  • Scorta di acqua
  • Giacca a vento
  • Macchina fotografica
  • Scarpe da trekking

ATTENZIONE: le informazioni presenti in questo articolo possono non essere aggiornate, per cambiamenti dovuti a clima, manutenzione del territorio, eventi naturali, danni causati dall’uomo. Se volete segnalarci difformità con quanto scritto, vi invitiamo a farlo scrivendo a info@101giteinliguria.it – Contribuirete così ad un sito sempre più aggiornato ed attendibile. Grazie!

La Soldanella

In Val d’Aveto potete fare delle belle escursioni e godervi pace e tranquillità di una zona montana mai troppo affollata.

Nel periodo invernale c’è una piccola stazione sciistica con piste da discesa e da fondo, percorsi adatti a belle ciaspolate o per sci alpinismo.

Se decidete di passarvi qualche giorno vi consiglio di soggiornare al B&B La Soldanella (http://www.beblasoldanella.it/).

Siamo stati consigliati da amici, clienti di vecchia data; quando vogliono disintossicarsi dallo stress della vita cittadina passano qualche giorno da Raffaella e Roberto e ora che ci sono stata anche io capisco il perché: siamo stati benissimo!

La prima cosa che accoglie il visitatore è il bel giardino con una pittoresca struttura di legno e tetto in paglia con un tavolo a disposizione degli ospiti.

Chiamata in gergo contadino barco, originariamente serviva per riparare il fieno dagli agenti atmosferici.

Ci sono giochi per bambini e in zona riparata una piscina che da maggio a settembre ha l’acqua riscaldata.

Le 3 stanze, con stufa a pellet per le stagioni fredde, sono in legno, carinissime, arredate in gusto country.

La colazione è eccellente e varia: Raffaella che è un’ottima cuoca prepara torte, crostate, ricche macedonie e l’immancabile focaccia genovese.

Roberto arricchisce la tavola con ottimi formaggi prodotti con il latte delle sue capre e salumi fatti con i suoi maiali nutriti solo con prodotti naturali.

Solo a vederli viene l’acquolina in bocca.

Le sue specialità sono il frutto di una passione che lo spinge a migliorare e provare nuove lavorazioni.

Quando abbiamo soggiornato era alle prese con la macinatura del grano per farne farina! Raffaella naturalmente ha colto l’occasione per preparare la focaccia oltreché bianca, anche in versione integrale.

Quanto offerto da Raffaella e Roberto va però al di là di tutto questo: la gentilezza e la spontaneità con cui vengono curati i clienti è veramente speciale, nel giro di poco tempo ci siamo sentiti come a casa e alla partenza pensavamo già a quando saremmo potuti tornare!

Provare per credere!

L’Autrice

Camilla Calcagno, genovese, è un’appassionata di alpinismo, natura, trekking ma, soprattutto, è una mamma. Appeso le scarpette da arrampicata al chiodo (da roccia, ovviamente), dopo anni di scalate, ha deciso di dedicarsi insieme al marito e alla figlia a “semplici” passeggiate, via via che la figlia Laura cresce, sempre un po’ più lunghe e talvolta con qualche tratto impegnativo (parlando sempre di gite #amisuradibambino).

ATTENZIONE: la lettura di questo articolo e la conseguente effettuazione della gita non può dare in alcun modo luogo a nessuna richiesta di risarcimento e rimborso né a procedimento giudiziario/arbitrale per infortuni, danni a persone/cose anche di terzi, e qualsivoglia ragione nei confronti dell’autore dello stesso, e solleva da ogni responsabilità civile e penale, anche oggettiva, l’autore stesso, l’editore e il titolare dello spazio web.

Questo articolo è stato creato e/o rivisto nel corso dell’anno riportato sul bollino.
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