Se avete voglia di vacanza questa è la gita che fa per voi!

Non so se siano i profumi della macchia mediterranea che qui sono particolarmente intensi, le vedute mozzafiato della costa a picco sul mare, il sole che anche in inverno fa venire in mente l’estate, ma qui ogni volta ci si sente in vacanza.

Camminerete in un paesaggio molto suggestivo, tra pini marittimi, ginepri, euforbia, agavi, ginestre, rosmarini e il blu intenso del mare.

Le rovine di due bunker della Seconda Guerra Mondiale, antiche rocce vulcaniche, la bella spiaggia di Bonassola e piccole calette completano lo spettacolare mix di attrazioni che questa gita vi regalerà.

Tutti i periodi sono consigliati tranne i mesi di Luglio e Agosto. Se andrete in Gennaio o Febbraiom cercate gli asparagi selvatici: è la stagione giusta per raccoglierli e fare gustose frittatine e risotti!

Come si raggiunge

Avete due possibilità:

In auto: uscite al casello autostradale di Deiva Marina dell’autostrada A12 Genova – Rosignano Marittima. In località Piazza, al bivio prendete a sinistra per Framura. Raggiunta Costa, la prima delle 5 frazioni di Framura, prendete la strada di destra che scende fino alla stazione di Framura che si trova dopo la galleria. Questo tratto è particolarmente panoramico.

Avrete impiegato circa una ventina di minuti dall’uscita dell’autostrada.

Potete posteggiare. Le altre frazioni di Framura sono Anzo, Ravecca, Setta e Castagnola.

In treno: la stazione di Framura collocata tra due gallerie sul mare, si trova sulla linea ferroviaria Genova – La Spezia. ed è raggiungibile da molti treni regionali.

Il percorso

La partenza

Salite la scalinata di fronte alla stazione. In cima girate a sinistra (segnavia: pallino azzurro e rosso e banda bianca e rossa) e dopo poco imboccate a destra la strada asfaltata con le indicazioni Vanderecca e Bonassola.

Percorrendo la ripida strada asfaltata vedrete dall’alto Porto Pidocchio. Qui potrete fare tappa al ritorno se percorrerete il tratto della ciclopedonale Bonassola Framura.

Continuando la strada asfaltata in circa una ventina di minuti dalla stazione arriverete al residence “Case Rosse” dove inizia il sentiero.

L’Autrice

Camilla Calcagno, genovese, è un’appassionata di alpinismo, natura, trekking ma, soprattutto, è una mamma. Appeso le scarpette da arrampicata al chiodo (da roccia, ovviamente), dopo anni di scalate, ha deciso di dedicarsi insieme al marito e alla figlia a “semplici” passeggiate, via via che la figlia Laura cresce, sempre un po’ più lunghe e talvolta con qualche tratto impegnativo (parlando sempre di gite #amisuradibambino).

Ha scritto un articolo su “La Casana“, il periodico della Banca CARIGE e ha scritto, per la “Rivista della Sezione Ligure del CAI“, un redazionale in occasione del 20ennale della scomparsa del padre.

Da dove nasce questa passione, è facile da immaginare: Camilla è infatti figlia del più grande alpinista (“dilettante”, come amava considerarsi lui, che avrebbe potuto farlo per vivere) ligure, il famoso Gianni Calcagno, che, tra una spedizione e l’altra, e nei ritagli di tempo che il lavoro e questa immensa passione gli lasciavano, ha trasmesso alla figlia l’amore per la montagna, per la vastità dei suoi spazi e la libertà che regala ma anche per la bellezza di girovagare immersi nella natura “dietro casa” dove si può trovare spesso qualcosa di inaspettato e di insolito.

Il Sentiero Verde Azzurro

La gita si snoda in un tratto particolarmente panoramico del Sentiero Verde Azzurro (segnavia SVA). Il Verde Azzurro è un sentiero sospeso tra la macchia mediterranea e il mare lungo oltre 140 km. che percorre la costa da Genova a Portovenere.

Pochi metri dopo prendete il sentiero di sinistra con indicazioni Strada vicinale pedonale n. 2. Quello di destra raggiunge la spiaggia rocciosa di Punta dei Marmi dove c’è una cava dismessa di diaspro, un tipo di marmo e dove si possono vedere affioramenti geologici chiamati cuscinetti di lava (“pillow-lavas”).

Percorsi alcuni minuti, sulla vostra destra trovate un punto panoramico.

Sarete a picco sul mare, respirate la salutare aria salmastra e riempitevi gli occhi del bel panorama.

Continuando il percorso arriverete nella boscosa e fresca Valle di Lame con un piccolo rio che attraverserete con un ponticello.

A questo punto c’è il tratto un po’ più faticoso della gita, il sentiero risale infatti in modo ripido. Se camminate di buon passo in circa un quarto d’ora potrete raggiungere la località Salice con un B&B e sulla sinistra un bel rustico con cespugli profumati di ginestra, rosmarino e lavanda.

Proseguendo qualche metro in salita imboccate un sentiero sulla destra con indicazioni Bonassola che attraversa nel primo tratto campi coltivati e alcune vigne.

Continuando in circa 25 minuti raggiungerete la Sella di Carpeneggio con un grosso bivio.

Se scendete a destra potrete visitare la Spiaggia di Sca. Occorrono circa una decina di minuti abbondanti e un bel po’ di dislivello che dovrete rifare in salita.

La piccola spiaggia è fatta di sassi molto grossi e non è agevole, il panorama è bello.

Dalla spiaggia di Sca

Per continuare la gita dovrete tornare al bivio alla Sella di Carpeneggio. La salita è ripida e un po’ faticosa.

Il Salto della Lepre

Il Salto della Lepre

Se non siete scesi alla Spiaggia di Sca, al bivio girate a sinistra. Passato dopo poco un rustico con fasce di ulivo trovate una palina con indicazioni Strada vicinale pedonale n. 5 Salto della Lepre che porta in poco tempo al Salto della Lepre.
Si tratta di una grossa terrazza a picco sul mare (attenzione non ci sono parapetti!) con un panorama mozzafiato. Nelle giornate di tramontana potrete scorgere a est Corsica, Capraia e Gorgona e a ovest il Monviso.

Il nome ha la sua origine da una curiosa leggenda. Essa narra di una lepre che preferì spiccare il salto nel vuoto alla morte per mano del cacciatore.

Sono presenti due piattaforme dove nella seconda guerra mondiale c’erano postazioni antinave. Ci sono ancora i resti dei basamenti dei cannoni e di due bunker.

Qui potete fare pausa pranzo e mentre i bimbi giocano, voi potrete crogiolarvi al sole e ammirare gli eleganti gabbiani in volo.

Se vi piace esplorare la zona potete prendere il sentierino sulla destra e scendere verso la scogliera. Il percorso è a tratti esposto e non manutenuto, meglio che scendano solo gli adulti.

Riprendete il cammino. Tornate indietro poche decine di metri e al bivio imboccate il sentiero di destra con indicazioni Bonassola. Attraverserete un tratto con qualche deliziosa villetta. Continuando il sentiero raggiungete un’area pic nic con vista su Bonassola.

Scendendo sul largo sentiero di destra arriverete alla strada asfaltata.

Se avete ancora qualche energia vi consiglio una breve deviazione per raggiungere la Punta della Madonna con la sua piccola Cappella.

 

 

 

La Cappelletta di Punta della Madonna

La Cappella di Punta della Madonna

Seguendo la strada asfaltata in una decina di minuti abbondanti si raggiunge la Cappelletta di punta della Madonna. E’ un punto panoramico e suggestivo.

La scogliera sottostante è facilmente raggiungibile scendendo dalle scalette scavate nella roccia.

Tornati indietro nei pressi del bivio principale scendete verso Bonassola percorrendo una larga scalinata.

Dopo aver superato l’Oratorio di Sant’Erasmo potrete scendere alla spiaggia dove i bimbi non si annoieranno di certo. Bonassola è un borgo piccolo e ben curato e ci sono punti di ristoro dove fare una merenda.

Il ritorno attraverso la ciclo pedonale

A me piacciono i giri ad anello, quelli cioè con il ritorno da un percorso diverso rispetto all’andata. Un caro amico un giorno mi ha detto che mi brillano più gli occhi per un giro ad anello che per un anello vero!

Quindi vi proporrò il rientro dalla ciclo-pedonale che collega Bonassola con Framura (circa 2,5 km.).

In alternativa si potrà ripercorrere il sentiero in senso opposto o prendere il treno per una sola fermata.

Sopra la spiaggia di Bonassola, in direzione Framura, si imbocca il tratto di ciclopedonale che vi riporterà alla stazione di partenza.

Il percorso occupa il posto dell’antica ferrovia del 1860 le cui gallerie erano scavate interamente a mano. E’ un occasione per i bambini di riflettere su quanto fossero faticosi certi lavori un tempo, quando non c’erano gli escavatori moderni e la tecnologia dei giorni nostri.

Dismessa negli anni ’70 per la difficoltà di gestione vista la troppa vicinanza al mare, la ciclo-pedonale Levanto – Bonassola – Framura è stata inaugurata nel 2011.

Essa ha restituito a residenti e turisti un comodo collegamento con Framura e dal lato opposto con Levanto.

Nelle lunghe e fresche gallerie ogni tanto si aprono ampie finestre a picco sul mare da cui filtra il caldo sole e una bella luce.

Occhio agli spruzzi, siete sugli scogli e se ci sono le onde potreste rischiare qualche bagnata! I panorami sono proprio selvaggi.

Verso la fine della passeggiata potrete scendere a  Porto Pidocchio, il piccolo porticciolo di Framura che avevate visto dall’alto poco dopo la partenza.

Porto Pidocchio

E’ stato costruito collegando la terraferma con lo Scoglio Ciamia, il più grande della Liguria. Sopra c’è la statua della Madonnina.

Risalendo sulla strada principale in breve raggiungerete la Stazione di Framura da cui siete partiti all’andata.

 

Nello zaino, non dimenticare

Scorta di acqua
Felpa per le gallerie
Macchina fotografica
Scarpe da trekking

Camilla Calcagno.

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