Con la mostra evento di Palazzo Ducale, visitabile sino al 22 gennaio 2023, Pietro Paolo Rubens è tornato a Genova.
Lo fa in grande stile, come quando era abituato a frequentare le dimore delle grandi famiglie aristocratiche dell’oligarchia genovese, finanziatrici di quei principi dell’Italia rinascimentale che, del culto del bello, resero ricche le loro corti in quell’età artisticamente straordinaria quale fu il barocco.
Genova la Superba conservava le chiavi d’oro di queste corti perché da lei, o meglio dalle finanze delle sue famiglie, dipendeva il sostentamento delle stesse.
Il Duca di Mantova, tanto per dirne una, se ne veniva a Genova sia per farsi un po’ di mare, sia per incontrare il suo banchiere, Nicolò Pallavicino che lo ospitava nella bella villa di Sampierdarena che, allora, era un po’ una Varigotti sui generis.
Tra principi, duchi, aristocratici e bella gente bazzicavano – e alla grande – gli artisti. Non che fossero degli imbucati, per carità, ma sicuramente sapevano sfruttare le loro abilità per compiacere gli uni e gli altri, committenti e usufruttuari della loro genialità.
In una città come Genova, un tipo come Rubens si trovava completamente a suo agio perché del culto del bello, del ricco, della tanta roba, come direbbero a Roma (dove pure stette alla grande), ne fece ragione della sua vita di artista.
Ospite nelle case dei genovesi, le riprodusse nella loro fedeltà architettonica nel celeberrimo libro “Palazzi di Genova”, che pubblicò nella sua Anversa. Pittore di corte del Duca di Mantova, lavorò per i suoi finanziatori tra cui quei Pallavicini la cui dimora di Via Balbi volle visitare la Regina d’Inghilterra Elisabetta durante la sua breve permanenza genovese del lontano 1980, proprio per ammirarne le quadrerie.
Cesare Lombardo
Cesare Lombardo. Girigiritondino anomalo, con un paio di lauree umanistiche, è passato dagli endurance trail sulle vette alpine alle gite con i marmocchi, molte delle quali irresistibilmente descritte nel libro-cult “Girigiritondi – Bimbi in gita su per i monti”, (Erga Edizioni) in coppia con Manuele Vecchi.
Ora che l’età inesorabilmente avanza, gira per musei, in una stoica accettazione del proprio decadimento fisico. Per Erga ha quindi pubblicato “Bimbi in gita per Musei (e non solo)“(Erga Edizioni) , sempre in collaborazione con Manuele Vecchi.

Pittore della Controriforma, fu proprio su commissione dei Pallavicini che dipinse, per i gesuiti, quella “Circoncisione” che, mostre o non mostre, noi genovesi possiamo ammirare ogni qual volta lo desideriamo (e gratis!) nella chiesa di Piazza Matteotti.
Non preoccupatevi: i soldi spesi per questa mostra sono ben spesi perché vi permettono di conoscere più da vicino non soltanto un genio come Rubens, ma tutta quella scuola fiamminga che ci rappresenta in modo esemplare l’unicità di un’epoca, nella nobiltà, ma anche nella miseria della vita comune.
Dai ritratti dei grandi nobili, infatti, si passa alle scene di vita comune, nei mercati, negli ospizi, tra pellegrini scalzi e animali randagi.
E’ la vita del Seicento che salta fuori nel percorso immaginifico tra le stanze del Doge di Palazzo Ducale, come se il visitatore fosse chiamato a viverlo in prima persona e potesse addirittura scegliere da che parte stare.
Da quella del Duca di Mantova, che ti fissa dal suo ritratto da qualunque parte tu decida di guardarlo, o delle nobili genovesi che sembrano addirittura imbarazzate dall’eccessivo sfarzo dei loro abiti; oppure da quella dei popolani scalzi, che salgono le scale di stamberghe destinate a ospitarli forse per una notte, magari prima di puntare verso i monti dell’entroterra – sì amici di 101giteinliguria.it: proprio quelli delle nostre domeniche fuori porta – carichi di sale.
Il mondo di Rubens, visto oggi…
Questo mondo così antico, così lontano da noi, dai nostri ragazzi in smartphone, cuffie e air pods era il mondo dell’allegoria; della terra, dell’aria, dell’acqua e del fuoco.
Della sua rappresentazione Rubens e i fiamminghi ne erano maestri e con un po’ d’impegno, che qui è sul campo e non sui “pallosi” testi scolastici, la sua lettura può essere anche un esercizio stimolante.
Infine…
Infine, una chiosa. Il Doge di Genova, nei cui appartamenti, come detto, si svolge questo percorso, non faceva una gran bella vita. A parte che si doveva portare i mobili da casa, per i due anni di mandato non usciva quasi mai dal Palazzo, per paura che gli facessero la pelle.
Ce lo ricorda, alla fine della mostra, la visita della Cappella Privata che, per la pratica del culto, era costretto a preferire alla pur vicinissima Cattedrale, comunque raggiungibile attraverso un passaggio interno costruito ad hoc.
Il miracolo barocco di Rubens si chiude qui, con una sorpresa nell’ultima stanza, appena lasciata la Cappella, che vi lasciamo scoprire.
Informazioni utili
Lunedì, ore 14-19
Martedì – Mercoledì – Giovedì, ore 9-19
Venerdì, ore 9-21
Sabato, ore 10 – 20
la biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti
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Intero 14,00 €
Ridotto 12,00 €, consulta qui l’elenco delle riduzioni
Ridotto speciale 10,00 €, per i possessori della Membership Card Ducale+
Ragazzi 6-14 anni 6,00
Giovani under 27 5,00 €, il lunedì pomeriggio dalle ore 14 alle 19
Gruppi:
- Scuole 6 €, prenotazioni a prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it
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- Adulti 12 €, gruppi minimo 12 – massimo 25 persone
costo di prevendita 1,50€
