E’ giunto al traguardo di Courmayeur alle 6 del mattino di venerdì 8 luglio il #tourdumontblanc22 dei #ragazzirandagi. La squadra composta dai papà Cesare col figlio Michele “Miki” Lombardo e Andrea col figlio Alessandro Bozzini, partita sei giorni prima dalla stessa Courmayeur per il giro attorno al Monte Bianco, si è purtroppo dimezzata a Chamonix a causa di un’indisposizione che ha costretto la coppia Bozzini al ritiro. Ma procediamo con ordine.
Si parte!

La foto col mitico Renzino Cosson
Sabato 2 luglio è il giorno della prima, attesissima tappa, da Courmayeur al Rifugio Elena. Sotto uno splendido sole, ad accompagnare eccezionalmente i #ragazzirandagi è il forte trailer Marco Kanobelj, che li scorta sino alla conclusione di questa prima giornata, impartendo preziosi consigli dall’alto della sua esperienza di uomo di sport che lo ha portato, tra le sue tante imprese, a concludere la celebre gara UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc, che ricalca quasi fedelmente questo #tourdumontblanc22) in 37 ore.
In partenza, per un saluto di buon auspicio, è anche Giorgio Macchiavello, il cui curriculum sportivo è ricco di successi come pluri-finisher delle gare più dure della cosiddetta specialità “endurance trail”, Tor des Géants e Tor des Glaciers su tutte. Ma la giornata delle celebrità non è finita qui, perché nei pressi del Rifugio Bertone i #ragazzirandagi fanno anche la conoscenza di Renzino Cosson, celebre guida alpina della Valle d’Aosta, che si presta a una foto di rito.
Affrontata la salita al Rifugio Bertone, percorso lo spettacolare sentiero balcone della Val Ferret con sosta pranzo al Rifugio Bonatti, nel primo pomeriggio viene raggiunta la località di Arnouva da dove inizia la salita finale, ripida ma non troppo lunga, alla meta di giornata: il Rifugio Elena. Salutato Marco, che rientra a valle, è ora del relax: doccia, riposo, cena e tutti in branda prima delle 22.
Domenica 3 luglio la sveglia suona presto; alle 7 viene servita la colazione e, dopo breve preparazione, la squadra è pronta ad affrontare la salita al Col Ferret che, coi suoi 2500 metri, rappresenta la “cima Coppi” di tutto il Tour. Si entra in Svizzera, varcando il colle e percorrendo la lunga discesa verso La Fouly, nella splendida Val Ferret svizzera.
Dopo il pranzo e un breve riposo, si procede su facile percorso pressoché pianeggiante sino a Praz-de-Fort da dove inizia la salita finale di circa un’ora sino alla meta di questa seconda tappa: l’incantevole Champex-Lac che, come dice il nome, giace adagiata su di un lago alpino di rara bellezza. Sul lago stesso, sono varie le attività che si possono svolgere; dal SUP al pattino, dalla canoa alla semplice balneazione.
Il risveglio dell’indomani non è dei migliori: piove. La coppia Andrea e Alessandro Bozzini opta quindi per la corriera per raggiungere Vallorcine, termine della terza tappa, e quindi Chamonix, dove è previsto il pernottamento. Cesare e Miki Lombardo affrontano invece il maltempo con adeguata attrezzatura antipioggia e dopo un’ora circa di cammino vengono premiati dal netto miglioramento delle condizioni meteorologiche che permette loro di affrontare sotto il sole la lunga e difficile salita alla Bovine, con incantevole panorama su Martigny, da dove si raggiunge in ripida e a tratti difficoltosa discesa il passo della Forclaz e quindi l’abitato di Trient dove, non trovando aperto alcun esercizio, Michele si deve accontentare di pranzare con un paio di barrette, che non saranno proprio il massimo, ma che è sempre bene avere di scorta nello zaino. Da qui, il percorso del #Tourdumontblanc22 proseguirebbe per l’alpe di Catogne, ma il sentiero è purtroppo chiuso per frana. Ci sarebbe l’alternativa al Col de Balme, ma dopo essersi consultati con Kanobelj e in ragione anche di un nuovo peggioramento meteo, Cesare e Michele decidono di affrontare la strada carrozzabile sino a Vallorcine, riuscendo però a limitare al minimo lo snervante cammino su asfalto, deviando su sentieri adiacenti.
Giunti a Vallorcine, la giornata si conclude col previsto trasferimento in treno a Chamonix.
La mattina successiva è dedicata alla salita più suggestiva del Tour: la Tête aux Vents e la Flégère.
Da Chamonix si torna a Vallorcine in treno per questa tappa breve, ma di grande impegno, visti i 900 metri direttissimi di dislivello positivo per salire alla Tete, con panorama spettacolare sulla Mer de Glace, l’Aiguille du Midi e, naturalmente, il Monte Bianco di Chamonix.
Dalla Flégère, una lunga discesa nel bosco, porta i #ragazzirandagi alla conclusione di questa quarta tappa nel pieno centro di Chamonix. Come dicevamo, però, la soddisfazione di essere giunti al novantesimo chilometro del percorso, viene rovinata da una sopraggiunta indisposizione di Alessandro, che costringe la coppia Bozzini al rientro in autobus a Courmayeur, la mattina successiva.
In una splendida e calda giornata, Cesare e Miki affrontano quindi da soli la tappa da Chamonix a Les Contamines-Monjoie, forse la più facile del percorso, con la sola salita al Col de Voza come difficoltà, prova ne è che in sole sei ore coprono questi 30 km circa, con arrivo nell’incantevole località dell’Alta Savoia nel primissimo pomeriggio. Il punto più panoramico della giornata è, appunto il Col de Voza, stazione di transito del Tramway du Mont-Blanc che collega Saint-Gervais al Nid d’Aigle e al Ghiacciaio di Bionnassay.
Si arriva!
A Les Contamines è programmato l’ultimo pernottamento: da qui sarà tappa unica sino a Courmayeur divisa in due tronconi, uno mattutino e il secondo in notturna dopo qualche ora di riposo. Nel frattempo, ci si coordina con gli amici Marco e Giorgio che hanno deciso di venire incontro a Cesare e Michele partendo alle 21 dell’indomani da Courmayeur.
L’ulteriore difficoltà sarà data dal fatto che, dopo due ore circa di cammino, si entrerà in un cono d’ombra di connessione, che durerà sin quasi alla meta finale.
Cesare e Michele rompono quindi gli indugi giovedì 7 luglio affrontando, in una lucente mattinata di sole, dalla Chiesa di Notre-Dame-de-la-Gorge, la dura salita sino al Refuge de la Balme, posto a poco più di 1700 metri. Il tempo di una breve pausa e si puntano i 2400 metri del Col du Bonhomme, valico alpino tra la Savoia e l’Alta Savoia, da cui si prosegue verso il Col de la Croix du Bonhomme e l’omonimo rifugio dove non ci si può far mancare una fetta di torta alle noci che permette di affrontare in relativa scioltezza la discesa verso Les Chapieux.
Ancora una merenda e via ancora per un’ora e mezza di cammino sino al Refuge des Mottets dove Cesare e Miki arrivano alle 16 per un meritato riposo in attesa di ripartire, alle 22.30 dopo una cena luculliana, per la notturna finale.
Ci siamo: accendiamo le frontali e saliamo dal rifugio verso il Col de la Seigne, che traccia anche il confine tra Francia e Italia.
Si torna a casa! A mezzanotte in punto siamo il valico e Miki resta estasiato dal profilo del Monte Bianco che s’intravvede nell’oscurità.
Sul colle fa molto freddo: impossibile fermarsi ad aspettare i nostri amici che, ormai, dovrebbero quasi averci raggiunto. Scendiamo brevemente sino alla Casermetta della Seigne e decidiamo di aspettarli lì, avvolgendoci per sicurezza in una coperta termica di emergenza che è sempre raccomandabile avere nello zaino.
Dopo pochi minuti, ecco apparire le luci frontali di Giorgio, Marco e della forte atleta valdostana Tatiana Radin che ha deciso di accompagnarli in questa scampagnata notturna.

La suggestiva vista di Courmayeur all’alba
Riuniti in gruppo, decidiamo di chiudere il Tour seguendo il più elegante dei percorsi, sebbene impegnativo, salendo il sentiero che aggira le celebri Pyramides Calcaires e poi ridiscende verso il rifugio Elisabetta.
Da qui, raggiunto il Combal, ancora una salita, l’ultima finalmente, al Mont Favre. Qui, nella totale oscurità della notte, spegniamo per alcuni minuti le frontali e Giorgio indica a Miki quelle degli alpinisti che, muovendo dal rifugio Gonella, affrontano la scalata al Monte Bianco sulla via normale italiana.
Dopo circa un’ora di cammino, siamo al Lago Chécrouit e quindi al rifugio Maison Vieille da dove, alle primissime luci dell’alba, ci lanciamo in discesa verso Dolonne di Courmayeur.
Alle 6.10 del mattino di venerdì 8 luglio tagliamo l’immaginario traguardo del nostro #tourdumontblanc22, dopo 6 giorni di cammino, 170 km e 10.000 metri di dislivello positivo!

Da sinistra: Marco Kanobelj, Michele Lombardo,. Giorgio Macchiavello, Tatiana Radin

