Uno spettacolare viaggio nel Parco delle Alpi Liguri, proposto da Riccardo Esposito, ex-curatore del blog Natura Obiettiva.

Da dove si parte

Si parte dalla riviera ligure di Ponente per raggiungere l’abitato di Pieve di Teco, in provincia di Imperia.  Quindi, si prosegue in salita lungo la SS 28 sino a raggiungere la sommità del cosiddetto Colle di Nava (o Col di Nava), 934 metri. E’ un luogo particolarmente ameno, ideale per passeggiate fra prati e pinete (nelle vicinanze, troviamo anche un maneggio e due campeggi per roulotte e camper).

Sul colle, se già vi fosse venuta fame, potrete scegliere fra due punti vendita, uno di fronte all’altro, forniti di vari tipi di miele, da provare quello di rododendro (ottimo da spalmare sul burro perché conferisce allo stesso un profumo di fiori di montagna e un gusto particolare, senza però essere troppo aggressivo, o troppo dolce come per esempio il miele d’acacia).

Risaliti in macchina, si percorre in discesa la SS 28 fino allo svincolo, sulla sinistra, che coincide con l’inizio della SP 1.

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Il bivio per la SP 1

Percorrendo questa suggestiva ma poco conosciuta provinciale s’attraversano, oltre a due zone a faggio di medio interesse, due splendide aree circondate da pini, che rappresentano una fra le più gradevoli pinete a pino silvestre di tutta la Liguria.

Una volta attraversata la pineta, si arriva a San Bernardo di Mendatica, con le sue casette in stile baita e l’omonimo albergo-ristorante, che ha il tipico look dell’hotel che ci aspetta di incrociare in una località montana. In inverno, sotto la neve, San Bernardo, come del resto altri paesini della zona, sembrano davvero villaggi da presepe. Nella bella stagione da San Bernardo ci si lancia con il parapendio.

San Bernardo di Mendatica

San Bernardo di Mendatica

PERCHE’ YELLOWSTONE?

Il territorio in questione è in parte piemontese e in parte ligure, essendo posizionato proprio in un’area di confine regionale fra il Parco Naturale del Marguareis, e il  Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri.

Fra tutte le aree protette liguri e/o del basso Piemonte il versante Alta Val Tanaro è, a mio parere, una di quelle che, grazie ad alcuni suggestivi scorci, meglio rammenta un parco nord-americano, certo “in miniatura”, un vero e proprio bonsai di tali sconfinati ambienti naturali, ma indubbiamente queste somiglianze, seppur tenui, sono percepibili.

Un altro vantaggio è che, quantunque si trovi a poco più di mezz’ora d’auto dalle coste imperiesi, quindi facilmente raggiungibile, si ha l’inaspettata ma tangibile impressione di essere, per così dire, ad “altezze” superiori a quelle reali. Si consideri infatti che, a differenza di celebri zone alpine del Trentino Alto Adige, del Veneto o della Val d’Aosta, dove l’altitudine media s’aggira sui 2500 metri e le cime delle montagne superano spesso i 3000 (in Val d’Aosta i 4000) , il luogo di cui stiamo parlando si sviluppa invece fra altezze medie di 1200-1300 metri s.l.m. e poche cime superano i 2500.

Eppure, sebbene non possa competere con le meraviglie delle Alpi dell’estremo nord-Italia, “nel suo piccolo” si difende bene e ci regala paesaggi “montani” e un’insospettabile varietà di ambienti naturali (oltre a fornire un effettivo refrigerio, con temperature più basse, per i vacanzieri stressati dalla grande calura e umidità presenti nelle vicine spiagge liguri).

Riccardo Esposito

Girando a destra, dopo un breve tratto di strada, si giunge finalmente in vista di Monesi, stazione sciistica alle pendici del Monte Saccarello che, dopo la crisi che la colpì negli anni ’80, oggi sembra in fase di rinascita, grazie anche al nuovo tratto della seggiovia costruito di recente.

Il Bosco delle Navette

Oltrepassata quindi la piccola frazione di Piaggia (soltanto 28 abitanti!), si attraversa la suggestiva zona boscosa di Valcona Sottana e si scende fra i larici della località “Le Salse“, altro tratto molto piacevole, soprattutto in una bella giornata di sole. Ma il meglio deve ancora venire: si tratta del cosiddetto Bosco delle Navette, una “magica” foresta di conifere (soprattutto larici e abeti bianchi) che si estende per 2770 ettari.

L'area picnic del "Giaireto" (Bosco delle Navette). 1597 m. s.l.m.

L’area picnic del “Giaireto” (Bosco delle Navette). 1597 m. s.l.m.

Nel bel libro-strenna interamente dedicato a questo bosco, Una foresta per dimora. Le Navette nelle Alpi Liguri, l’autore Edilio Boccaleri afferma «la Foresta delle Navette è uno dei più ameni e meglio conservati ambienti delle Alpi Liguri. Si tratta di un luogo con una singolare storia delle vicende naturalistiche ed umane, con paesaggi molto diversificati, dove ancora volano le aquile e dove gli altri animali selvatici non temono la vicinanza dell’uomo». 

In effetti, per quanto sia forse difficile da credere, quest’ultima affermazione di Boccaleri è plausibile: ovvio che non capiti con grande frequenza, ma è possibile avvistarvi – addirittura dalla strada, senza nemmeno addentrarsi nel bosco – alcuni caprioli e di distinguere in cielo varie specie di rapaci

Sotto il bosco, ecco la chiesetta della Madonna della Nevela verde vallata di Upega. Verde… ma oggi curiosamente punteggiata di chiazze bianche:trattasi di… mucche. Affollano i prati intorno, fin quasi alla collina dalla quale si sta scendendo. Un colpo d’occhio davvero bucolico.

Si entra nel canyon

Lasciata Upega, si sbuca nella valle del torrente Negrone. Qui lo scenario è radicalmente diverso: ci si trova in un vero e proprio piccolo canyon e la spettacolare strada a quota 1200 metri, tagliata nella roccia viva negli anni ‘50, corre a strapiombo sull’orrido denominato Passo delle Fascette.

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La gola sull’orrido

Viozene e l’Alta Valle Tanaro

Superata l’insidiosa gola, il paesaggio cambia nuovamente: si prosegue in dolce salita fra pini silvestri finché non appare un panorama davvero “da cartolina”. Si tratta del delizioso paesino montano di Viozene, sovrastato dall’imponente massiccio calcareo del monte Mongioie (2630 metri). Come in altri paesi qui menzionati, anche a Viozene si possono gustare piatti tipici dell’Alta Valle Tanaro (polenta saracena, formaggio raschera d’alpeggio, gnocchetti di castagne garessine e altre prelibatezze).

Viozene e il Mongioie

Viozene e il Mongioie

Le aree picnic

Continuando a percorrere questa sorta di “Sun Road in miniatura” (anche se, a voler essere pignoli, si tratta in realtà di tre diverse provinciali che si avvicendano e precisamente, nell’ordine, SP 1, SP 97 e SP 154, per un percorso complessivo di circa 43 km), ci si imbatte in alcune aree picnic, una molto grande, un vero e proprio parcheggio per auto, roulotte e camper (del resto il parco, come anche il vicino Colle di Nava, sono ambienti davvero perfetti per il campeggio in roulotte o camper) nei pressi della confluenza fra il torrente Tanarello e il Negrone (che unendosi, formano il Tanaro).

Gradevolissima la seconda, a destra della strada, sotto enormi alberi. Quasi di fronte alla terza, ecco invece una fontanella d’acqua potabile, freschissima.

Un po’ più avanti, oltre ai molti pescatori sulle sue rive, potrete vedere dei canoisti nel fiume, essendo il Tanaro un fiume molto apprezzato dai loro (Guglielmo Granacci, che fu per vari anni presidente dell’Associazione Italiana Canoa Fluviale, dice che «è uno dei più bei fiumi che un canoista possa desiderare, meraviglioso, con molte rapide di 2° grado senza ostacoli a valle di Ceva, divertentissimo.»). 

All’arrivo…

A Ponte di Nava si esce dal parco, accompagnati sulla destra dalle acque chiare del Tanaro (che proseguiranno per il tratto più esteso della valle eponima toccando i centri di Ormea, Garessio e Bagnasco). Ma manca ancora la ciliegina sulla torta. Se volete provare una nuova attività potete fare una sosta alla vicina riserva di pesca Turi, presso l’Hotel San Carlo, in frazione Cantarana.

Buon ritorno a casa!

Riccardo Esposito

Nello zaino, non dimenticare:

  • k-way o felpa
  • telo da picnic
  • macchina fotografica

Consigli utili

  • La gita è adatta a bambini che non soffrono il mal d’auto.
  • Lunghezza complessiva: 52 km circa (da Pieve di Teco)

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Questo articolo è stato creato e/o rivisto nel corso dell’anno riportato sul bollino.
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Yellowstone? No, Liguria

18026 Pieve di Teco IM, Italy

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