Mettete un pomeriggio di fine Ottobre, con Halloween che si avvicina.

Feste, pigiama-party e cacce al tesoro imperversano ovunque e avete solo l’imbarazzo della scelta.

Cosa proporre, però, a chi vuole passare, comunque, una giornata all’aria aperta, se la stagione ancora lo consente?

Da dove si parte

Il nostro itinerario parte  dal Passo del Bocco, raggiungibile in poco più di 45 minuti uscendo al casello di Lavagna dell’Autostrada A12. La strada presenta numerose curve, perciò occorre fare attenzione per i bambini che soffrono il mal d’auto.

Il laghetto del Bocco

Siamo nel cuore del Parco Regionale dell’Aveto. Al Passo del Bocco, sono due le cose che meritano di essere visitate: il Bosco-Giardino e il Laghetto, interamente aggirabile in pochi minuti, posto a 500 metri dal Passo. Merita sicuramente una piccola deviazione. Il giro del laghetto vi porterà via poco più di mezz’ora.

Se però volete dare un tocco di mistero e di interesse alla nostra passeggiata, come promesso ai bambini, dovrete allora proseguire con l’auto per qualche centinaio di metri oltre la costruzione abbandonata che sovrasta il lago, e imboccare, a destra, la carrabile sterrata contrassegnata dal cartello dell’Alta Via.

Dopo circa 1 km troverete un piccolo slargo dove potete posteggiare per poi proseguire a piedi.

Si tratta della strada che porta alla famosa e, per certi aspetti, famigerataColonia Devoto.

Un po’ di storia

Il cartello che indica il punto in cui proseguire a piedi

La Colonia Devoto, o “collegio dello Zatta”, fu costruita negli anni ’30, come colonia montana, ai tempi del fascismo.

Rimasta attiva come colonia fino agli anni ’60, qui venivano mandati i bambini in vacanza.

Ma il centro nasceva in realtà anche come ricovero per i piccoli più bisognosi, costruito secondo le volontà del filantropo lavagnese Antonio Devoto (1832-1916) e con i fondi che questi aveva accumulato in Argentina.

Oggi, il suo aspetto così imponente, e la posizione all’interno di un bosco, senza nulla intorno, accentua il senso di isolamento e fa volare la fantasia di noi genitori, magari abituati ai film da tinte gotiche, quelli ambientati in vecchi orfanotrofi, con i fantasmi dei bambini che cantano nenie inquietanti e compaiono all’improvviso negli specchi.

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Strane case, salamandre e..alberi volanti.

Strani e misteriosi abitanti del bosco: chi li riconosce?

Vi inoltrerete lungo la strada e supererete un cancello (ahimè, violando le consegne del cartello che ne vieta l’ingresso).

La faggeta è veramente bella, ariosa e pulita.

Osservando nel fogliame e nelle zone umide potrete proporre ai bambini di cercare le salamandre, che sono davvero numerose in questa zona. Noi ne abbiamo trovate e fotografate alcune.

Lungo il percorso troverete poi altri spunti davvero interessanti e misteriosi.

Chi vive nella casetta bianca a forma di prisma, che si trova poco prima della Colonia?

Ancora: ci sono strani alberi che sembrano sospesi a mezz’aria, se si osserva bene nel bosco…come mai? Sono alberi volanti?

Riuscite a vedere l’albero volante?

 

E’ con questi piccoli quesiti, che incuriosiscono sempre i bambini, che vi avvicinerete finalmente in vista dell’imponente edificio.

Attenzione: l’edificio è pericolante ed è vietato l’ingresso. I bambini vanno tenuti sotto sorveglianza.

La Colonia dei Fantasmi

La spettrale sagoma della Colonia Devoto

L’edificio, visto da fuori, è veramente impressionante.

Riesce difficile pensare che qualche bambino, qui, soprattutto senza i suoi genitori, possa essersi divertito o comunque aver trascorso giorni spensierati!

Non avrete certo bisogno di entrare (cosa peraltro proibita), per rendervi conto che di fantasmi non ce n’è nemmeno l’ombra.

Qui non è morto nessuno perciò scoprirete facilmente, e lo spiegherete ai vostri bambini che le leggende sono…solo leggende!

Ma il brivido che avranno provato sarà stato senz’altro stimolante!

Andiamo oltre

L’area picnic di Poggio Buenos Aires

Il nostro consiglio è quello di proseguire per qualche centinaio di metri e sostare nell’area picnic di Poggio Buenos Aires (come si legge nella scritta apposta in una roccia, nel 1932), forse in omaggio all’Argentina, che aveva fatto la fortuna dei Devoto.

Sosterete qui per un picnic all’ombra di poderosi faggi.

Per il ritorno, vi consigliamo di prendere lo stretto sentiero, contrassegnato dal segnale AV, che presenta un passaggio esposto (quindi attenzione ai bambini).

Questo percorso è meno suggestivo ma sicuramente più panoramico, e in circa un kilometro vi porterà al punto di partenza, completando così l’anello.

I bellissimi scorci del sentiero di ritorno

Consigli utili

Ideale da fare nei mesi di Ottobre e Novembre.

La lunghezza è di circa 3 km, il percorso è facile e quasi interamente pianeggiante, occorre solo fare attenzione a qualche tratto scivoloso, se la giornata è umida. Perciò consigliamo sempre le scarpe da trekking.

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